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Fave e pecorino


29/04/2019
Con la gita fuori porta del 1° maggio, detta anche maggetto, ritorna la voglia di fave e pecorino. Una tradizione romana che deve la sua popolarità anche al fatto che ben si sposa con l’esigenza di un pic-nic da organizzare all’ultimo minuto. Per un romano non c’è 1° maggio senza fave e pecorino, meglio ancora se consumate al parco con gli amici. Una tradizione, quella della gita fuori porta, che risale addirittura ai tempi degli antichi romani che celebravano l’arrivo della bella stagione con pranzi poco impegnativi ma in compagnia. La scelta delle fave è legata in particolare alla stagionalità: nell’area del Mediterraneo infatti se ne trovavano già in età Neolitica. Anche le origini del pecorino sono da ricercare nella Roma antica. La dieta dei legionari già lo contemplava, grazie alla possibilità di conservarlo a lungo e a un apporto nutritivo importante. 
Ma come si sceglie il giusto pecorino? E le fave? Partiamo dal formaggio, che deve essere rigorosamente romano DOP (Denominazione di Origine Protetta): in questo caso si ha la certezza che venga fatto utilizzando solo latte di pecora e caglio d'agnello, cotto e salato a mano. Dopo una conservazione di almeno cinque mesi avrà il gusto deciso e saporito che lo contraddistingue. Le fave devono essere di colore verde intenso, quindi fresche e ancora nei baccelli. La dolcezza delle fave e il sapore deciso del pecorino romano fanno di questo piatto un’accoppiata davvero vincente, ricca di proteine e vitamine per il giusto apporto energetico per vivere al meglio la giornata di festa!

 

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