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In nome della legalità 2.0 Bologna

Il gioco legale in Emilia Romagna: tutelare il giocatore e i posti di lavoro è possibile?


25/11/2018

Si è tenuta lo scorso 20 novembre a Bologna la nuova tappa di “In nome della legalità 2.0”, il workshop itinerante organizzato da Codere Italia.
Nella sala incontri Nomisma, all’interno del Palazzo Davia Bargellini nel centro di Bologna, si sono confrontati sul tema del gioco legale:
Marco Zega–Direttore Finanza e Affari Istituzionali Codere Italia SpA, Vincenzo Turi–Managing Partner CTB Consulting, Alessio Costagliola–Comandante del II Nucleo Operativo del 2^ Gruppo di Bologna Guardia di Finanza, Ranieri Razzante–Presidente AIRA–Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, Chiara Sambaldi e Andrea Strata – Direttori Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie Eurispes. A moderare l’incontro Matteo Naccari del quotidiano Il Resto del Carlino.

Partendo dai dati sull’occupazione dell’Emilia Romagna, che vede a rischio oltre 4.300 addetti del settore, Marco Zega ha sottolineato come l’applicazione della legge regionale rende costantemente precaria l’ubicazione del punto gioco, incentivando di fatto un proibizionismo che lascirebbe il settore nelle mani dell’illegalità.
Ad analizzare gli effetti del cosiddeto distanziomentro è intervenuto Vincenzo Turi. Con l’ausilio della mappatura che è stata fatta nei maggiori centri dell’Emilia Romagna in relazione ai cosiddetti luoghi sensibili, è stato messo in luce come la normativa produce un vero e sostanziale effetto espulsivo delle attività delle Sale Gioco e Sale Scommesse dal territorio dei 21 comuni analizzati. L’effetto espulsivo del gioco legale dal territorio provoca una diffusione importante del gioco illegale, sia su rete fisica sia attraverso l’utilizzo di piattaforme online non autorizzate. A spiegare le azioni di contrasto messe in atto dalle forze dell’ordine è interventuo Alessio Costagliola, Maggiore del Comando Provinciale Guardia di Finanza che ha evidenziato come l’azione di contrasto svolta dalla Guardia di Finanza si basa su un’adeguata azione di intelligence, una mirata analisi di rischio basata sulla continua elaborazione, e sull’applicazione di un approccio di carattere trasversale volto a colpire tutti gli aspetti caratterizzanti l’attività illecita sotto il profilo economico finanziario, anche in considerazione delle ingenti somme di denaro movimentate. Partendo dagli ultimi fatti di cronaca, dai quali emerge  la fotografia di un paese dove il gioco illegale, ovvero quello non autorizzato dallo Stato, è fortemente presente, Ranieri Razzante, Presidente AIRA-Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, ha spiegato come le regole contro il riciclaggio assegnino obblighi specifici ai concessionari di gioco pubblico, e sono state messe in campo celermente e in modo efficace dai concessionari italiani. Purtroppo lo stesso non accade negli altri Stati europei, in particolare quelli dove risultano insediate piattaforme di gioco specifiche, che così diventano difficilmente controllabili dalle autorità italiane. 
Durante l’incontro è stato ribadito che il settore del gioco legale in Italia rappresenta oltre lo 0,6% del Pil e più del 2% delle entrate tributarie del Paese. Anche per questa ragione la regolamentazione del gioco pubblico deve tenere conto dei vari soggetti coinvolti a vario titolo: l’industria del gioco, la pubblica amministrazione e terzo settore.
Secondo Andrea Strata, Direttore dell’Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes la misura del cosiddetto distanziometro ha creato accesi contrasti tra le diverse parti coinvolte. Inoltre Eurispes, sulla validità di questo strumento, tenuto conto delle valutazioni della maggior parte degli esperti intervistati, ha espresso un netto scetticismo, definendolo una misura del tutto inadeguata e addirittura controproducente per il contrasto del disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico, ma che impatta in maniera devastante sul livello occupazionale che l’industria del gioco genera. Chiara Sambaldi, Direttore dell’Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes ha aggiunto che l’Osservatorio Eurispes ha già rilevato, nell’ambito delle proprie analisi, le criticità connesse alla contrazione drastica dell’offerta legale di gioco in termini di espansione e/o riespansione di sacche di illegalità. Purtroppo l’illecito nel settore giochi resta molto appetibile per gli scarsi rischi perché, come affermato dal Procuratore della Repubblica di Catania, le pene sono irrisorie rispetto alla gravità del problema. 
Codere auspica quindi che il tema illegalità diventi uno dei protagonisti della riforma organica promessa dal Governo, insieme alle possibili soluzioni volte alla salvaguardia occupazionale e alla sempre maggiore tutela del giocatore.
 
Relatori:
Marco Zega–Direttore Finanza e Affari Istituzionali Codere Italia SpA
Vincenzo Turi–Managing Partner CTB Consulting, Alessio Costagliola–Comandante del II Nucleo Operativo del 2^ Gruppo di Bologna Guardia di Finanza
Ranieri Razzante–Presidente AIRA–Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
Chiara Sambaldi e Andrea Strata – Direttori Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie Eurispes
Moderatore: Matteo Naccari del quotidiano Il Resto del Carlino

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