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Il museo di Piana delle Orme


22/05/2019
La storia del ‘900 rappresentata da oggetti, immagini, filmati e audioracconti

Se siete appassionati di storia, in particolare dei conflitti mondiali, oppure di modellismo, giocattoli, agricoltura o mezzi bellici, non potete non visitare almeno una volta il museo di Piana delle Orme a Borgo Faiti, a due passi da Latina.
Questo museo del ‘900, che si sviluppa in 10 enormi padiglioni, nasce dalla passione di Mariano De Pasquale un imprenditore floricolo che nel corso della sua vita ha raccolto una gran quantità di oggetti, utensili e macchinari di tutti i tipi e dimensioni. Per visitarlo tutto ci vogliono almeno tre ore, anche se un vero appassionato potrebbe impiegarci almeno mezza giornata. La caratteristica originale di Piana delle Orme è la sua capacità di rappresentazione scenografica, dove oggetti come giocattoli, mezzi bellici, trattori trebbiatrici etc. sono resi ancora “vivi” grazie alle sagome umane, alle immagini, alle musiche, ai video e a voci narranti. In ogni padiglione è possibile imbattersi in oggetti o situazioni sorprendenti e rappresentazioni in grado di stupire o commuovere. L’allestimento scenografico è organizzato in scala 1:1 e strutturato in maniera tale da consentire il suo attraversamento: questo permette al visitatore di partecipare al racconto e di essere catapultato in una realtà lontana (ma neanche tanto) nel tempo. La visita prende inizio con il padiglione dedicato al “Giocattolo d’epoca”: questo spazio è ricco di auto giocattolo, aerei, navi, giocattoli tecnologici, didattici, mezzi da lavoro, automi, arredi delle case di bambola, robot, astronavi, fermodellismo, mezzi militari, auto della polizia e dei pompieri e soldatini. A seguire inizia il vero e proprio Percorso agricolo, dove si possono ammirare i padiglioni su “Bonifica delle Paludi Pontine”, “Mezzi Agricoli d’Epoca” e “Vita nei Campi”. Questi spazi offrono una ricostruzione perfetta delle bonifiche che investirono il territorio del museo negli anni ’30 (avviate nel 1928) per sconfiggere la malaria e avviare una conversione rurale dell’area, con la fondazione di intere città. Parallelamente viene raccontata l’evoluzione del progresso tecnologico italiano nel settore della meccanizzazione agraria, grazie ai 350 mezzi che vanno dai primi locomobili a vapore ai trattori con motori a petrolio. Il percorso bellico è forse ancora più emozionante e molto apprezzato dalle scuole che vengono spesso in gita al museo. Qui si può trovare il carro armato utilizzato nella scena finale del film “La vita è bella” e molti gioielli dell’industria bellica, come il raro esemplare di carro armato anfibio Sherman DD, recuperato grazie al Museo solo in anni recenti a largo del Golfo di Salerno a 24 chilometri di profondità, restaurato ed esposto al pubblico dal 2002.
Oltre ad una sfilata di mezzi militari e residuati bellici adibiti ad uso civile, in questo percorso è possibile rivivere la seconda guerra mondiale con la ricostruzione di battaglie storiche: da El Alamein a Messina e Salerno; dallo Sbarco di Anzio alla Battaglia di Cassino.
Nell’ottobre 2017 è stato anche inaugurato il “Polo Aeronavale”, un nuovo settore espositivo che ospita aerei storici dell’Aeronautica Militare e mezzi aerei e navali storici della Guardia di Finanza.

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