14/08/2026 Il bingo ha radici molto più antiche di quanto si possa pensare. La sua storia comincia nell’Italia del Cinquecento, con una lotteria di Stato chiamata “Lo Giuoco del Lotto d’Italia”, nata intorno al 1530 e ancora oggi presente nella tradizione italiana. Da lì il gioco si diffuse in Francia, dove nel Settecento prese una forma più strutturata, con cartelle, numeri estratti e gettoni.
Nel corso dell’Ottocento il gioco raggiunse la Germania, dove venne utilizzato anche in ambito educativo per insegnare le tabelline ai bambini. Una versione diversa da quella che conosciamo oggi, ma che mostra quanto il meccanismo della cartella e dell’estrazione fosse già riconosciuto come coinvolgente ed efficace.
Il nome “bingo” arrivò più tardi, negli Stati Uniti, nei primi decenni del Novecento. Si racconta che Edwin Lowe, venditore di giocattoli di New York, assistette a una fiera in Georgia dove si giocava a una versione chiamata “beano”, dai fagioli usati per segnare i numeri sulla cartella. Secondo la leggenda, un giocatore particolarmente emozionato gridò “bingo” per errore, invece di “beano”, e il nome rimase.
Da allora il bingo si è diffuso in tutto il mondo, diventando una delle forme di gioco collettivo più conosciute. Sale dedicate, eventi comunitari, versioni digitali: il formato è cambiato, ma l’essenza è rimasta la stessa.
Proprio la dimensione sociale è una delle sue caratteristiche più genuine. Il bingo nasce come esperienza condivisa e viverlo con leggerezza, in compagnia e con la giusta misura è ancora oggi il modo più autentico di apprezzarlo.