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A Bingo Re il progetto itinerante di “Innamòrati di Te”


Il 25 novembre, in concomitanza con la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, Roma ha ospitato nella Gaming Hall Re la quinta tappa di “Innamòrati di Te”.
“Il progetto itinerante ideato da Codere gira l’Italia da circa due anni - ha dichiarato Imma Romano, Responsabile Relazioni Istituzionali di Codere Italia – e questa volta abbiamo voluto creare all’interno della Gaming Hall Re uno spazio interamente dedicato alle donne, mettendo a disposizione delle consulenze gratuite per la salute, la bellezza e lo svago. Abbiamo voluto realizzare, ancora una volta, un momento di confronto con esperti e protagoniste al fine di sottolineare l’importanza di innamorarsi di sé, di avere una forte autostima, come primo deterrente alla violenza di genere e di evidenziare come, grazie a tante associazioni e istituzioni, sia possibile chiedere aiuto e uscire dal tunnel della violenza”.
Codere è un’azienda attiva da sempre nel sociale, non solo per quanto riguarda il gioco legale e responsabile, ma anche con iniziative legate a temi di stretta attualità e che coinvolgono direttamente la clientela.
Secondo i dati OMS 2016, oltre il 35% delle donne di tutto il mondo ha subito violenza nel corso della propria vita.
Nel 42% dei casi la violenza è agita dal partner (o ex). Solo il 7,2% delle donne ha denunciato gli abusi sessuali subiti. In Europa, il 33% delle donne ha subito violenza prima dei 15 anni. L’8% delle donne ha subito violenza nel corso dell’ultimo anno (dati Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali). 
In Italia, secondo i dati ISTAT 2015, 6.788.000 donne hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Il 20,2% è stata vittima di violenza fisica. Il 21% di violenza sessuale (il 10,6% prima dei 16 anni). Il 5,4% (652.000 casi) di forme di violenza grave (stupro, aggressione). Il 62,7% delle violenze è commesso dal partner. 
“Il femminicidio è un delitto che Roma conosce fin dai tempi antichi, come dimostrano le incisioni lapidee rinvenute sui reperti romani relative all’uccisione di Prima Florenzia e Giulia Maiana – ha illustrato Emanuela Valente, Fondatrice dell’Osservatorio In Quanto Donna. Questo però non significa che il femminicidio faccia parte del corredo genetico dell’umanità, ma semplicemente che fa parte della nostra storia culturale, ed è per questo che fatichiamo tanto a riconoscerlo e sradicarlo. Roma è la città dove si è registrato il più alto incremento di femminicidi degli ultimi 6 anni, con oltre 50 donne uccise a partire dal 2010”.
Ogni anno nel mondo si contano oltre 66mila donne uccise. In Europa ogni giorno vengono uccise mediamente 7 donne per mano dei loro partner. (dati Relazione ONU). In Italia mediamente una donna ogni 3 giorni viene uccisa dal partner, ex o familiare. (dati OMS 2015). Nel Lazio si registrano solo 24 centri antiviolenza ed è la seconda regione d'Italia per numero di femminicidi: 19 casi nel 2014. Per cercare di far fronte a questa emergenza sono molte le associazioni che da anni si sono attivate per dare maggiore visibilità al fenomeno del femminicidio e della violenza domestica. “Lo stupro è un crimine orrendo contro le donne perpetrato dagli uomini, stranieri e non, conosciuti e non - ha sottolineato Barbara Cerusico, Presidente Associazione Donne per la Sicurezza. Per combattere questo crimine non dobbiamo concedere nessun alibi ai colpevoli, magari accusando le vittime. E le donne, soprattutto le madri, devono domandarsi quale cultura del rispetto e della dignità hanno insegnato ai figli”.
“Insieme al Sen. Scilipoti Isgrò – ha detto Luana Campa, avvocato e criminologo – ho presentato una proposta di legge dal titolo "Disposizioni per contrastare la discriminazione di genere e per la prevenzione e il contrasto al femminicidio” volta a contrastare il fenomeno della violenza sulle donne. Questo disegno di legge agisce su diversi fronti: culturale, formativo, legislativo. Vuole affrontare tutti i vari aspetti della prevenzione, con misure educative volte ad arginare il circuito della violenza. Nessuna legge può fermare la violenza se non è accompagnata da una rivoluzione culturale nel rapporto tra i sessi basata sul rispetto, sull'amore, sull'indipendenza, oltre alla certezza della pena e ai concreti percorsi di recupero degli uomini violenti”.
L’aspetto fisico legato all’approccio del medico-ginecologo con il paziente è stato affrontato da Fabrizio Cerusico, medico ginecologo: “Nonostante le definizioni legali e cliniche siano variabili, la violenza carnale è tipicamente definita come la penetrazione orale, anale o vaginale che implica minacce o costrizione nei confronti di un soggetto non consenziente. Tale penetrazione, voluta o no, è considerata stupro se le vittime sono più giovani dell'età del consenso (maggiore età). Tipicamente, la violenza sessuale è espressione di aggressività, di collera o di bisogno di potere. Psicologicamente è più violenta che sessuale. Traumi non di origine genitale si verificano in circa il 50% delle violenze sulle donne. Le donne vengono violentate e aggredite sessualmente più frequentemente degli uomini. Quando è possibile, tutti coloro che sono vittime di violenza vanno inviati al locale centro per le violenze sessuali, identificato spesso con il pronto soccorso di un ospedale, dove si trovano medici addestrati”.  
Nei casi di violenza, di qualunque tipo, è fondamentale l’intervento psicologico.
“L’elaborazione di un evento di violenza passa attraverso la sofferenza e i ricordi dell’impotenza e della rabbia provata, ma anche attraverso la consapevolezza delle proprie capacità residue per non restare schiacciati dall’evento traumatico, ha spiegato Domenica Lanna, psicologa e psicoterapeuta familiare. Il sostegno psicologico aiuta a stare meglio attraverso il racconto, il ricordo, dando il giusto significato a ciò che è successo per liberare la sofferenza, a partire dalla relazione di fiducia con il terapeuta e la condivisione di un gruppo, con uno sguardo al passato, riguardo per il futuro e attenzione al presente”.
L’aiuto alle donne, e alle associazioni che le supportano, può arrivare anche dalla letteratura. Per questo in occasione dell’incontro nella Gaming Hall Re è stata presentata l’antologia "La donna fenice - Violenza (in)finita", disponibile online su Amazon, il cui ricavato aiuterà l'Associazione Donne per la Sicurezza Onlus.
“Insieme al gruppo di blogger con cui collaboro, Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls ed Harem's Book, abbiamo deciso di fare anche noi la nostra piccola parte – ha dichiarato Veronica Pigozzo, blogger letterario. Per questo abbiamo creato un'antologia di racconti che urlasse a gran voce il suo messaggio di speranza, un inno alla ricerca della felicità e della forza per affrontare i propri demoni. Diciannove autrici ci hanno prestato la loro penna e ci hanno ceduto i diritti di un loro racconto per comporre la raccolta”. 
Gli atti di violenza purtroppo non sempre vengono denunciati. Solo pochi casi arrivano all’attenzione delle forze dell’ordine.
"Nella giornata nazionale dedicata alle donne vittime della violenza – ha osservato Erika Iannucci, Avvocato Penalista e legale Associazione Donne per la Sicurezza, si impone non solo la necessità ma anche il dovere morale di ciascuna donna di denunciare senza remora o indugio ogni comportamento lesivo, che non solo attenti alla sua integrità fisica ma anche alla dignità della sfera interiore e spirituale. Solo in tal modo la magistratura competente ed i difensori potranno azionare quelle tutele indispensabili per porre fine alle inaudite condotte penalmente rilevanti, di cui le cronache nazionali quotidianamente danno notizia. Allora sì ogni donna potrà risorgere come una fenice".   

Dopo Roma, il progetto itinerante “Innamórati di Te” arriverà anche nelle altre città dove Codere opera. Tutti gli incontri sono aperti al pubblico.


 


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