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A Roma la settima tappa di “Innamórati di Te” 

A Roma la settima tappa di “Innamórati di Te” 


Il progetto itinerante “Innamòrati di Te” di Codere Italia è tornato a Roma il 27 novembre scorso, ospitato al Forum Sport Center di Via Cornelia. Un incontro dedicato come sempre al tema della violenza sulle donne, a pochi giorni dalla Giornata Internazionale. Secondo una recente indagine del progetto CCM, supportato dal Ministero della Salute, le donne oggetto di violenza hanno tra i 15 e i 49 anni, più di un terzo sono straniere e l’aggressore è nel 35% dei casi il coniuge o un partner sentimentale. 
Imma Romano, Responsabile Relazioni Istituzionali di Codere Italia, ha sottolineato come il progetto itinerante “Innamòrati di Te”, portato avanti in questi anni in giro per l’Italia, abbia confermato non solo che il fenomeno della violenza di genere è ancora in crescita, ma che non può essere confinato a specifiche aree geografiche o classi sociali. 
L’incontro è stato moderato dalla giornalista Cecilia Leo, che ha aperto i lavori presentando il progetto foto/artistico "R_esisto" realizzato dagli artisti Roberta Morzetti e Angelo Savarese, con la collaborazione di Prisca Tozzi in qualità di videomaker. Un progetto che attraverso il corpo dell’artista vuole scuotere le coscienze, e che è partito dall’ approfondimento della misoginia attraverso i pensieri di filosofi come Platone e Aristotele, santi come S. Agostino e teologi come Martin Lutero e molti altri. Un lavoro che parte dall’importanza, in questo momento storico, di resistere come modo di esistere.  
Vanna Ugolini, giornalista de Il Messaggero Umbria, è intervenuta per parlare del libro di cui è coautrice “Non è colpa mia. Voci di uomini che hanno ucciso le donne”. Un lavoro che racconta le storie di tre uomini assassini che hanno ucciso, con sentenze passate in giudicato, delle donne. Un libro che nasce per spiegare come un uomo apparentemente normale diventi un assassino feroce, perché oltre ad infliggere la morte infierisce anche sulla fisicità che rimane delle donne. 
Tra i relatori anche Caterina Grillone, avvocatessa e criminologa, che ha sottolineato l’importanza di scardinare gli stereotipi di genere che sono alla base della violenza. Stereotipi che partono già durante la gravidanza, quando si usano espressioni come “aspettare un bambino”. Bisogna quindi iniziare fin da subito ad educare gli adolescenti al rispetto reciproco tra uomo e donna. Si è affrontato anche il tema della giustizia riparativa per lo stalking, una sorta di risarcimento che però rischia di mandare un segnale distorto.
All’incontro “Innamòrati di Te” ha partecipato in qualità di relatore anche Paolo Vincenzoni, Comandante del Reparto Crimini Violenti del ROS, che ha portato l’esperienza dell’Arma dei Carabinieri nell’affrontare casi violenza. Un intervento che ha ribadito quanto sia importante la denuncia alle forze dell’ordine, come primo atto di contrasto. È da lì che si parte con un percorso ad hoc, attraverso reparti ad alta competenza investigativa, che riescono a supportare la donna non solo nell’iter giuridico-giudiziario ma anche nell’assistenza che aiuta a far emergere forme di violenza spesso nascoste: la svalorizzazione della figura femminile, le intimidazioni, l’isolamento della donna, la falsa riappacificazione. Tutti atti che sono il preludio a forme di violenza più gravi.   

Sul territorio, oltre alle forze dell’ordine, è fondamentale l’attività che viene condotta dalle associazioni che si dedicano alle donne che subiscono violenza. Tra queste l’associazione nazionale Donne per la Sicurezza Onlus, rappresentata dalla sua Presidentessa Barbara Cerusico, nata a seguito della violenza del 2009 al parco della Caffarella, conosciuta come lo stupro di San Valentino ai danni di due ragazzini di 15 anni. Sono loro il più delle volte a fornire assistenza psicologica e legale alle donne oggetto vittime di violenza, assistenza ai minori e anche ai disabili. 
Durante l’incontro si è parlato anche di come il contrasto alla violenza sulle donne possa passare attraverso alcune pratiche sportive specifiche, che possono aiutare attivamente le donne a sentirsi più sicure. Il Krav Maga (in ebraico moderno significa combattimento corpo a corpo) è una disciplina sempre presente negli incontri di “Innamòrati di Te” proprio come arma per incrementare la fiducia in sé stessi e la soglia di difesa individuale, per prevenire o contrastare violenze di ogni genere. A parlare di questa pratica è intervenuto David Galle, Maestro e Istruttore di Krav Maga. Una disciplina che insegna sì tecniche di difesa ma soprattutto di prevenzione, come il non fermarsi davanti alla portiera dell’auto o al portone di casa per cercare le chiavi, ma prepararle in anticipo. Piccoli accorgimenti che, insieme alla pratica fisica e psicologica, possono mettere le donne in una posizione più sicura. Ma l’aspetto più importante è far crescere nelle donne la determinazione a reagire, e questo lo si ottiene lavorando sotto stress indotto.

L’incontro è stato seguito da giornalisti, curiosi e molte donne dipendenti di Codere. 
Il progetto itinerante di Codere Italia continuerà a girare il nostro paese anche nel 2018, con incontri sempre gratuiti ed aperti al pubblico.


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